No alla contaminazione: una cucina con e senza glutine.

no alla contaminazione

In medio stat virtus. Alla ricerca di un equilibrio possibile, senza costringere nessuno a fare quello che non vuole.
Parola mia”

 

 

Siamo decisamente in un’epoca di estremi: nero/bianco, buono/sano, fast/slow, senza glutine/con glutine. Ma dobbiamo davvero scegliere in questo senso? Io non l’ho mai creduto.

È vero, ci sono degli accorgimenti da mettere in atto. C’è da riorganizzare in maniera logica lo spazio in cucina, ma non dobbiamo pensare di erigere una cella di isolamento dove relegare chi è celiaco o ha problemi di intolleranza al glutine.
Perché impedire ai miei famigliari di mangiare come vogliono quando basta un po’ di collaborazione?
La normativa che regolamenta il problema della contaminazione nel settore ristorazione è giustamente molto rigida: magazzini separati, forni separati, piani di lavoro separati. Questo perché le modalità operative e i tempi non lasciano spazio a compromessi.

Il “sistema casa” si fonda sulla collaborazione, sull’attenzione reciproca garantendo così una felice convivenza senza minacce

E stimolando  il rispetto reciproco in nonni, bambini, amici. Ma torniamo all’iniziale problema di organizzare la casa in funzione di questa doppia esigenza. 

Come al solito potete trovare tanti suggerimenti (più o meno scontati) facendo una semplice ricerca su Google. Ve ne suggerisco qualcuno da sbirciare per qualche spunto…

http://www.freesenzaglutine.it/news/dispensa-gluten-free-organizzazione-e-sicurezza/

in cui l’autrice sceglie la via della cucina condivisa (scelta che io sostengo al massimo) evitando la contaminazione

http://www.thekitchn.com/how-i-organized-all-those-little-bags-of-glutenfree-flour-202355

per le appassionate della sperimentazione che, come me, si trovano con mille sacchetti di farine e polveri varie da organizzare

https://www.glutenfreeliving.com/gluten-free-lifestyle/tips-advice/sharing-kitchen-when-gluten-free

questo articolo, come tutti i contenuti legati a questo magazine americano, pone bene l’accento sul concetto del gluten free come stile di vita.
Io provo a darvi qualche piccolo consiglio frutto della mia esperienza, dedicato a chi si trova, da un giorno all’altro, a dover affrontare la faccenda della contaminazione.
Ognuno potrà dirvi la sua, potrà raccontarvi il proprio sistema per organizzare la cucina, ma nessuno può essere voi.
Ci sono persone super ordinate e persone disordinate, ci sono persone che hanno a disposizione dispense grandissime e persone che si devono arrangiare con un paio di cassettoni.
L’importante è seguire le regole generali del buon senso. Poi, col tempo, tutto verrà naturale.

Il principale ingrediente, per una vita in casa senza contaminazione, è il buon senso

  • Vi ricordate cos’è la forza di gravità? Fa sì che gli oggetti siano naturalmente attratti verso il basso. Organizzate la dispensa, le ante dell’armadio o altro mettendo i prodotti senza glutine più in alto rispetto agli altri. Una cosa semplice, immediata ed intelligente.
  • Le briciole non camminano. Create degli spazi dedicati per i prodotti gluten free aperti e in uso. Una scatola chiusa all’interno del cassettone e dei barattoli ermetici per i biscotti andranno benissimo. Eviterete la contaminazione e manterrete i prodotti fragranti più a lungo.
  • Il colore e la forma sono vostri alleati. E nel nostro caso si trasformano in benessere e salute. Usate il colore e la forma per identificare gli strumenti che volete dedicare al senza glutine. Sbizzarritevi. Lo scolapasta viola, il mestolo verde fluo, il lunch-box fucsia. Più sono sgargianti i colori, più sono bizzarre le forme e meno farete confusione.
  • Sono da preferire la plastica o il metallo al legno, perché il legno è poroso e non si riesce a lavare bene. Verissimo. Io personalmente non sostituirò però mai i miei bei mestoli di legno con dei mestoli di plastica. Quindi: ne ho di dedicati (e contrassegnati) per gli usi specifici. 
  • Ho sempre avuto un amore per vasi, vasetti e contenitori vari. E da quando sono celiaca ho anche la scusa buona per ampliare la mia collezione. Mi aiutano a tenere le cose isolate, chiuse e fragranti. Se poi prendete l’abitudine di appiccicarci delle etichette che riportino i dati del contenuto, il gioco è fatto.

  • L’accurata pulizia di pentole e teglie è fondamentale, fatela con cura per evitare la contaminazione derivante dai residui. Ma non fatene un’ossessione: il glutine non è un elemento soprannaturale capace di abbarbicarsi alle pareti delle stoviglie. Semplicemente si lava via. Ecco cosa suggerisce l’AIC a questo proposito e se lo dicono loro, c’è da fidarsi: http://www.celiachia.it/menu/faq.aspx?idcat=2&idfaq=85
  • Il forno rappresenta il tema più controverso: se cuocio un pasticcio di lasagne tradizionale poi posso infornare una crostata senza glutine? Il riferimento generale è quanto espresso da AIC, quindi certo che sì. Ma ricordate di fare attenzione alle solite cose: teglie pulite, ripiani separati e una meticolosa pulizia del forno.
  • Per il tostapane, le griglie barbecue, i taglieri in legno e gli stampi delle torte ho scelto per comodità di comprarli doppi. Perché sono davvero difficili da pulire bene e forse avrei speso di più in acqua e detersivi. Così mi sono tolta ogni pensiero.
  • I vasetti di marmellata, miele, crema al cioccolato devono essere separati. Questa è una faccenda noiosa, una di quelle cose che rischiano di generare delusione anche nei vostri ospiti che magari si sono prodigati ad acquistare per la vostra colazione gallette di riso, fette biscottate e pane senza glutine. Se il vasetto non è sigillato e nella marmellata è stato intinto un coltello contaminato da briciole glutinose, il vasetto è off limits. A casa ho costretto tutti a delle sciccosissime ciotoline in vetro monoporzione dove mettere la dose di confettura. Ma potete anche scegliere di tenere un vasetto dedicato, da evidenziare con un bello sticker. Puoi divertirti a farlo anche con i bambini: clicca sul tasto qui sotto e puoi stampare le tue etichette da personalizzare con il vostro nome.
2 Commenti
  • admin
    Posted at 16:14h, 23 Marzo Rispondi

    Grazie Moira e buon lavoro! La primavera è il momento migliore per mettere ordine.

  • Moira
    Posted at 11:20h, 23 Marzo Rispondi

    Buongiorno Roberta,
    presumo sia tu che gestisci il blog :-). Grazie per il file che ho scaricato, utilissimo!!!

Posta un commento.